Scudo fiscale, Tremonti vuole il ter

Spesso negli ultimi mesi si è sentito il ministro dell’Economia declamare di regole nell’economia, regole che trasportino i valori etici anche in ambito economico. Un’economia etica, dice lui. Come non essere d’accordo? Peccato che un conto sono le belle parole e un conto sono i fatti. La realtà è che Tremonti ha presentato in Parlamento (ovviamente con la fiducia) un maxi-emendamento al cosiddetto “pacchetto anti-crisi”, un condono per i capitali depositati all’estero per evadere il fisco. L’ennesimo scudo fscale, il terzo ad opera di Tremonti. Ma la scelleratezza del ministro non si ferma qui. Infatti il riciclaggio di questo denaro verrà impiegato per ricostruire L’Aquila e per finanziare società filo-governative. Lo Stato prenderà in prestito questo denaro, e dunque non solo condonerà l’evasione fiscale, ma dovrà anche restituirlo con gli interessi. Lo Stato, invece di punire gli evasori fiscali, li pagherà! Ovviamente a spese dei cittadini. Un regalo in piena regola. Un regalo da 140 miliardi alla mafia, alla camorra e a tutti i maxi-evasori fiscali.

Il governo si giustifica, come al solito, balbettando notizie false che i giornali e le televisioni spacciano per vere. “Lo ha fatto anche Obama”, dicono. Niente di più mendace. Obama ha, fin dalla sua elezione, dichiarato guerra all’evasione fiscale, aumentando le pene per i reati di tipo economico quali il falso in bilancio, l’evasione e la bancarotta fraudolenta. Inoltre a chi farà rimaptriare capitali depositati all’estero farà pagare le tasse e gli interessi arretrati. Quella di Obama è una manovra contro l’evasione fiscale, quella di Berlusconi una manovra che serve soltanto ad incrementare i danni che l’evasione porta all’erario. Inutile ricordare che due offshore dell gruppo Fininvest, la Century One e la Universal One, abbiano evaso il fisco fino al 1996, attraverso Paolo Del Bue, un banchiere italo-svizzero della Arner Bank di Lugano, il quale, svuotati i loro conti, trasportava i soldi alle Bahamas. Centotre miliardi di lire in ogni valigia per svariati mesi. Questo spiega almeno uno dei due precedenti scudi fiscali. Sorge il dubbio che anche il terzo abbia il medesimo scopo. Forse che il presidente del Consiglio, nonché azionista di maggioranza della Fininvest, ci nasconda qualcosa? O semplicemente sta ripagando un debito a qualcuna delle persone di scarsa affidablilità del suo corollario? Dispiace dover ricordare la sua amicizia con Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, e Vittorio Mangano, esponente di Cosa Nostra condannato all’ergastolo per duplice omicidio e morto in carcere nel 2000. E’ l’ennesima dimostrazione di quanto questa maggioranza sia schiava di un Premier ricattabile. Una maggioranza criminale e criminogena, indatatta a governare il Paese.

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