Lo scandalo è passato di moda

Le vicende che tanto hanno tormentato il premier e tanto hanno scosso tutta la maggioranza durante l’estate sembrano svanire assieme al bel tempo. Parlare della discutibile condotta del presidente del Consiglio non fa più audience. D’altronde è riniziato il Campionato. Poco importano le innumerevoli e più che valide motivazioni di preoccupazione che sono state sollevate con questo polverone, agli Italiani non interessa più. Il piano di rinascita democratica piduista si sta realizzando. Puttanopoli, l’ennesimo scandalo che ha travolto la classe politica italiana, ha fallito nel suo scopo di rinnovamento. Le coscienze sono sopite, la corruzione e il malaffare hanno trionfato. Tuttavia il premier è irrequieto. La sua faccia appare sorridente, ma dietro al botulino si nasconde un animo crucciato. C’è stato un bug nel sistema. Un piccolo incidente di percorso, una vicenda di prostituzione. Nulla a che spartire con la routine di mafia, stragi e reati finanziari. Un sassolino nella scarpa. Questo sassolino però, ha rischiato di mandare a monte ciò che il Cavaliere ha costruito con fatica in questi trent’anni. Trent’anni di sudore, di tangenti e di processi. Perché? Perché stavolta il Sultano è stato tradito. No, non è un nuovo Follini, il Giuda stavolta è lui stesso. Giuda traditore. Tradito dal suo odio per la vecchiaia, dalla sua brama di sentirsi giovane, di sfidare i limiti dell’età. Un desiderio che diventa ossessione. Satiriasi. L’ossessione del sesso. Questa ossessione lo porta, nel corso degli anni, ad introdurre nel suo entourage giovani donne di indubbie qualità fisiche. Ma per entrare nell’entourage di Papi bisogna superare un esame, test d’ingresso. Una selezione cui partecipano centinaia di donne, maggiorenni e non, che vengono poi dislocate tra Rai e Mediaset o tra le liste delle candidate alle elezioni Europee. Nelle liste elettorali del Pdl spuntano dunque i nomi di alcune giovani ragazze. Ex showgirl, per la maggiore, ma anche amiche di amici. Questo non sta bene alla moglie dell’imperatore, Veronica Lario, che sdegnata denuncia pubblicamente la condotta deprecabile del marito. Repubblica, pur senza alzare troppo la voce, inizia a seguire l’inchiesta da vicino. Inizia a scavare. E scavando è emerso di tutto: inchieste giudiziarie, intercettazioni ambientali, udienze. Si scoprono collegamenti tra Puttanopoli, lo scandalo Raiset e Sanitopoli. Repubblica pone al premier dieci domande. Dieci domande che mai avranno una risposta. La maggioranza è a rischio. E’ allora che il Lord protettore passa al contrattacco. Berlusconi definisce “deviato” il giornalismo di Repubblica e minaccia soluzioni drastiche. Subito dopo sguinzaglia i suoi cani. Ghedini e Feltri. Ghedini querela Repubblica intentando una causa per diffamazione. Nulla di nuovo, è destinato a perdere. Feltri invece sguaina la sua arma migliore: la calunnia. In pochi giorni vomita infamità di tutti i colori. Ce n’è per tutti, nemici esterni e nemici interni. Boffo, Fini, Repubblica. Non c’è scampo. L’unica espressione valida per definire questpo marciume è vergogna. Schifo e vergogna per una Nazione sempre più alla deriva.

Ma è su una questione che intendo soffermarmi. “Giornalismo deviato”. E’ la definizione che Berlusconi dà all’informazione. A questo proposito invito a leggere un articolo del “deviato” D’Avanzo. Sì, proprio lui, quello delle 10 domande. L’articolo si intitola “L’ossessione permanente”, e lo trovate su questo link. Buona “deviata” lettura.

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