Vorrei parlare di un problema tutt’altro che nuovo, un problema che esiste da quasi dieci anni. Il 23 dicembre del 1999 il governo D’Alema ha varato all’interno della finanziaria una legge particolare, una legge molto sospetta detta legge un per cento. Grazie a questa legge lo Stato italiano regala di fatto al gruppo Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ottiene dalle concessioni radiotelevisive. Nelle casse pubbliche rimane solo l’1%. In un paese normale le concessioni dovrebbero portare soldi allo Stato, non ai privati, eppure in Italia accade l’esatto contrario. Il gruppo Mediaset da anni fattura miliardi di euro sulle spalle degli italiani. Questa legge toglie alle casse statali un reddito enorme per regalarlo ad un singolo imprenditore, a Silvio Berlusconi. E’ un paradosso tutto italiano, una maggioranza di centro-sinistra che approva un provvedimento che favorisca il leader della fazione opposta. Oltre a sottrarre soldi dalle casse Statali, D’Alema ha firmato la condanna definitiva del suo schieramento. Perché? Che senso ha una legge del genere? Ma soprattutto perché questa legge, una legge parassitaria e a totale appannaggio di Berlusconi, presidente di Mediaset e allora a capo dell’opposizione, avrebbe dovuto essere approvata dal governo D’Alema? Sono domande che dovrebbe porsi un qualunque elettore di centro-sinistra e che dovrebbero spingere ad una riflessione profonda.
Non c’è vera alternativa tra i due poli, non c’è dualismo. Sono la stessa cosa, la stessa miscellanea di corruzione e commistione col malaffare. Il bipolarismo sbandierato dai giornali e dalle tv è una presa per il culo, la Casta è una sola. Il Pd, ora come non mai, deve operare una decisione, deve lanciare un segnale forte all’elettorato o perderà via via tutta la fiducia. Deve scegliere da che parte stare, se stare con i cittadini o con la corruzione, se stare con la giustizia sociale o con i privilegi. Se vuole veramente cambiare, si deve liberare di quel virus intestino, di quell’enorme metastasi tumorale costituita dalla fazione dalemiana, la fazione che ha portato il paese alla deriva con le sue mancanze e con le sue strizzatine d’occhio al berlusconismo. La gestione D’Alema verrà ricordata come il periodo più buio della storia del progressismo italiano, e lo skipper ne è consapevole. Badate bene quando lo sentite dare giudizi negativi sul corrotto di Arcore, in pubblico alza la voce, ma in privato è il suo primo alleato. La bicamerale, la mancata legge sul conflitto di interessi e la legge un per cento parlano da sole.
Ieri è stato definitivamente approvato in Senato il cosiddetto decreto sicurezza, che introdurrà l’istituzione delle ronde e del reato di clandestinità. La norma, che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegali dello straniero, è priva di legittimità costituzionale in quanto criminalizza non delle azioni, ma delle condizioni personali, ed è in netto contrasto con la sentenza 78 del 2007 della Corte Costituzionale che esclude che la mera clandestinità sia sintomo di pericolosità sociale dell’individuo. L’ingresso o il soggiorno clandesrtini non sono dunque elementi rilevanti sul piano penale, in quanto espressione di una condizione individuale; l’incriminazione di tale condizione assume pertanto un connotato discriminatorio in netto contrasto con il principio di uguaglianza, ma anche con la garanzia costituzionale secondo la quale si può essere puniti esclusivamente per fatti materiali. La norma inoltre lede l’art. 111 della Costituzione riguardo alla ragionevole durata dei processi, poiché l’introduzione di tale reato graverebbe pesantemente sull’efficenza del sistema giudiziario, dal momento che lo stesso verrebbe oppresso da centinaia di migliaia di ulteriori procedimenti privi di qualsivoglia utilità sociale.
Durante la campagna elettorale prima delle politiche del 2008, la coalizione di centro-destra aveva fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia, fomentando la paura nei cittadini con l’aiuto dell’informazione servile e millantando un notevole aumento della criminalità. Grazie a queste menzogne il Popolo delle Libertà e la Lega Nord sono usciti vincitori dalle urne, promettendo misure in materia di sicurezza dei cittadini. I militari per strada, le ronde e il reato di clandestinità. Populismo puro, mendace demagogia: le misure adottate dalla maggioranza si sono rivelate fumo negli occhi, provvedimenti spot di scarsa utilità. In poco più di un anno quest governo in fatto di sicurezza ha fatto solo danni. Vogliono mettere un bavaglio alle intercettazioni, che sono il mezzo più efficace per la lotta alla criminalità, per salvaguardare gli interessi dei colletti bianchi. Sono stati tagliati del 40% i fondi per la polizia di Stato, che non è più in grado di pagare la benzina per le volanti. Come si può rendere sicura una città senza le volanti? Questo governo liberticida ha preferito mettere al sicuro il premier da una condanna piuttosto che intervenire contro la crisi, ha anteposto l’impunità di un corruttore alle misure per i terremotati, ha sostituito le forze dell’ordine con l’esercito e con dei manipoli di fascistoidi esaltati, ha tagliato le risorse per la magistratura e per la polizia. E’ questa la loro sicurezza.
Testo:
“Buongiorno a tutti, tenetevi forte perché devo darvi un paio di notizie piuttosto interessanti, la prima non è granché bella, la seconda è molto meglio.
Partiamo dalla brutta, è sempre meglio levarsi il dente, ma è brutta nel senso che è una minaccia, non nel senso che sia già operativo ciò che vi sto raccontando. C’è una proposta di legge che vaga alla Camera dei Deputati, credo sia appena approvata alla Commissione Giustizia della Camera, intitolata “nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su Internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale” è stata presentata da una Onorevole leghista Carolina Lussana, moglie di un deputato forzista che, guarda caso, è riconoscibile in queste definizioni, persone già sottoposte a indagini in processi penali, lui si chiama Galati, sta in Calabria, lei invece è una padana dura e pura o forse lo era, adesso è diventata dura e pura ma un po’ diversa da come eravamo abituati a conoscere i leghisti, quelli che nel 1992 urlavano via i ladri, via gli inquisiti etc., poi molti di loro furono inquisiti, non la Lussana peraltro, la quale però si preoccupa per quelli che invece lo sono, inquisiti è quelli che sono stati condannati e nel suo partito ce ne sono parecchi, è un partito che ha come segretario un pregiudicato per istigazione a delinquere, finanziamento illecito come Bossi o addirittura per resistenza a pubblico ufficiale come Maroni o addirittura per incendio come Borghezio, per non parlare di molti altri.
Bavaglio bis
Questa Lussana ha presentato il 20 maggio, quindi un mese e qualcosa in più fa una proposta di legge che è un ulteriore bavaglio in aggiunta al bavaglio che stanno preparando con la Legge Alfano che è in discussione alla Commissione giustizia del Senato invece, dopo essere già stata licenziata e approvata dalla Camera, quell’Alfano riguarda le intercettazioni e la possibilità di pubblicare notizie su indagini in corso e vieta naturalmente la pubblicazione degli atti, delle indagini in corso, ma anche delle intercettazioni, pena la galera per i giornalisti e una multa di oltre mezzo milione per ogni articolo per gli editori e vieta ai magistrati di fatto di fare le intercettazioni e di questo ci siamo occupati qualche settimana fa, adesso bisogna prepararsi perché la Legge Bavaglio sta per essere approvata anche dal Senato e se sarà approvata dal Senato senza modifiche rispetto al testo passato alla Camera, entrerà in vigore, a meno che Napolitano non si desti e non decida finalmente di rimandare indietro qualcosa, questa per esempio potrebbe essere una buona occasione… e questa dunque sta per arrivare, ma lo sappiamo, l’8 luglio al Circolo Alpheus a Roma Ostiense, la sera dalle 21 in avanti organizziamo con il nostro nuovo giornale – il Fatto quotidiano -, una notte bianca contro il bavaglio a cui parteciperanno giornalisti, magistrati, artisti, comici, Avvocati e spiegheremo e leggeremo molti di quegli atti che ci vogliono impedire di legge e faremo ascoltare anche alcune intercettazioni in originale, ci sarà da divertirsi, Alpheus 8 luglio dalle 21 a Roma Ostiense, comunque seguite sul blog voglio scendere e sul blog antefatto tutte le informazioni che vi daremo in questi giorni.
Il bavaglio bis è quello che invece è firmato dalla leghista Lussana e non riguarda le indagini in corso, riguarda le indagini e i processi che sono già fatti, certo perché bisogna pensare a tutto, con una legge ci vietano di raccontare quello che stanno scoprendo adesso i magistrati, tipo per esempio Puttanopoli, non potremo sapere niente di Puttanopoli, state attenti, se fosse già passata questa legge, invece quella della Lussana completa il quadro, ripulisce gli angoli della stalla, vieta anche di pubblicare notizie su indagini già chiuse, su condanne già emesse, su patteggiamenti già concordati, sia che le indagini e i processi si siano chiusi con il proscioglimento, con la prescrizione, sia che si siano conclusi con la condanna o con il patteggiamento, dopo un certo numero di anni, cosa fatta, capo A, nessuno può più scrivere nulla e chi si è visto si è visto, questa simpatica signora lo chiama il diritto all’oblio, anche perché il garante della privacy già più volte ha riconosciuto il diritto all’oblio e forse trattandosi di privati cittadini potrebbe essere accettabile che un cittadino, dopo qualche anno, se resta un privato cittadino, ha diritto all’oblio, ho i miei dubbi che questo diritto possa esserci, è vero che la gente cambia, ma è anche vero che certi vizietti magari uno non se li leva mai, uno che ha avuto una condanna per pedofilia e sono passati alcuni anni, ha il diritto a che non si sappia che lui ha avuto una condanna per pedofilia?
Non so, penso che abbiamo il diritto di saperlo sempre che questo signore ha avuto una condanna per pedofilia, perché speriamo che sia cambiato ma non si sa mai, ma questo riguarda i privati cittadini, qui invece il problema e lo si capisce bene dal testo della Signora Lussana anche se con alcune furbate cerca di far capire che invece con i personaggi pubblici ciò non vale, in realtà questa legge potrebbe andare a impedire o a dare noia ai siti Internet che vogliono occuparsi, tanto uno a caso, quello da cui stiamo trasmettendo, quello di Beppe Grillo oppure i nostri, quelli di chi si occupa appassionatamente di queste cose, di condanne, processi a carico di uomini politici, di uomini della pubblica Amministrazione, di imprenditori, di finanzieri, banchieri, di persone che hanno un ruolo pubblico e non privato e che quindi hanno delle responsabilità di fronte ai cittadini.
Comunque per evitare equivoci leggo, questa è la relazione che accompagna la proposta di legge 2455 della Signora Lussana “Onorevoli colleghi la presente proposta di legge è finalizzata a riconoscere ai cittadini, già sottoposti al processo penale, il cosiddetto diritto all’oblio, su Internet cioè la garanzia che decorso un certo lasso temporale le informazioni, immagini e i dati riguardanti i propri trascorsi giudiziari, non siano più direttamente attingibili da chiunque. Prima della nascita di Internet – qui si improvvisa storica – l’eco delle vicende giudiziarie di una persona imputata in un processo penale, finiva per esaurirsi in tempi accettabili – già, la gente si dimenticava, siamo il paese degli smemorati, siamo il paese dove i giornali invece di ricordare chi sono gli inquisiti che tornano etc., etc., stanno zitti, siamo il paese dove Dall’Urti viene intervistato come bibliofilo anziché come pregiudicato per false fatture, frode fiscale e condannato in primo grado per mafia, quindi quando non c’era Internet, era meraviglioso, bastava controllare la carta stampata o affidarsi alla smemoratezza della carta stampata, televisione sempre stata nelle mani dei partiti.
Questa rompic…o di Internet
Adesso c’è questo rompicazzo di Internet, questo sostiene anche senza scriverlo la povera Lussana e dice: “oggi invece qualsiasi fatto può essere destinato a restare perennemente in rete”, questa è una tragedia veramente drammatica, la gente non riesce più a dimenticare, non si riesce più a far dimenticare le cose alla gente a causa di questo maledetto Internet.
“Oggi qualsiasi fatto può essere destinato a restare perennemente in rete, prima di una cancellazione o di una modifica da parte dei gestori del sito web, spesso anche a distanza di anni da una sentenza penale, molte informazione presenti su pagine Internet mai aggiornate o rimosse, continuano a proiettare un’immagine cristallizzata di una determinata vicenda giudiziaria, senza riflettere il più delle volte l’attuale modo di essere del soggetto coinvolto, il quale può avere saldato definitivamente il suo conto con la giustizia e essere completamente risocializzato, altre volte invece dati e immagini sono suscettibili di generare un’ingiusta e continua riproposizione di fatti, per i quali l’imputato è stato prosciolto”, su questo naturalmente ha perfettamente ragione, se ci sono dei siti che riportano delle notizie vecchie già superate perché nel frattempo è cambiata la situazione, uno che sembrava essere inquisito poi è stato assolto, oppure uno che è stato condannato in primo grado è stato assolto in appello etc., c’è il diritto di rettifica e uno deve modificare quei siti, ci mancherebbe altro, ma questo non riguarda minimamente lo spirito della legge che invece, come vedremo si preoccupa di far togliere le cose vere dai siti, non le cose false o superate.
“Si pensi al caso di chi”, e qui fa il caso pietoso di uno che è sottoposto al processo penale, “poi ne è uscito innocente. Il diritto all’oblio è stato riconosciuto dal garante e questo l’abbiamo detto, ma aggiunge la Lussana e qui casca l’asino, bisogna pensare per esempio a quei poveri imprenditori che si fanno pubblicità ingannevole, che vengono sanzionati dall’autorità antitrust e che poi si ritrovano nei siti dell’autorità antitrust, questa sentenza che li sanziona per la loro pubblicità ingannevole, allora il garante per la privacy che in Italia, soprattutto quando c’è qualche potente di mezzo gli dà sempre ragione, cosa ha fatto? Ha disposto, scrive la Lussana che sì il garante dell’antitrust possa continuare a pubblicare nel suo sito le sanzioni alle aziende che si fanno pubblicità ingannevole, ma purché quelle sentenze non siano liberamente consultabili, tecnicamente sottratte alla diretta individuabilità delle decisioni in esse contenute, nei comuni motori di ricerca queste sanzioni andrebbero occultate, perché? Perché altrimenti ci sarebbe un grave danno per l’azienda che si è fatta la pubblicità ingannevole, ma se l’azienda si è fatta pubblicità ingannevole, devo saperlo sempre, anche anni dopo, perché devo diffidare più dei prodotti di quell’azienda che non di altre che invece non sono mai state pizzicate, perché? Perché è una responsabilità pubblica quella che hanno le aziende, quando decidono di rivolgersi al pubblico con la pubblicità, invece la Lussana proprio a questi pensa quando vuole sottrarre la conoscenza delle persone, prolungata nel tempo sulle vicende, non in questo caso delle sanzioni delle autorità, ma invece delle sanzioni e dei procedimenti penali.
A maggior ragione dice: “deve essere osservata su Internet una certa cautela nel continuare a mantenere dopo anni dati e immagini legati a vicende giudiziarie ormai definite, ma capaci di generare ancora dolore o strazio nel diretto interessato, come pure nei suoi familiari” intanto mi preoccuperei del dolore, dello strazio delle vittime dei reati, anziché sempre e soltanto del dolore e dello strazio di quelli che i reati hanno commesso prima di tutto, perché qui non sta parlando di quelli che sono stati indagati e poi sono stati assolti, qui sta pensando ai condannati questa signora, sta pensando ai colpevoli, lo strazio che poi i leghisti vanno in piazza a difendere le vittime, noi stiamo con Abele contro Caino, questa è una legge fatta per difendere Caino contro Abele che non deve sapere chi sono i caini!
Infatti dice che mantenendo certe informazioni vere sulle condanne, sui processi a carico di certe persone, rischia di determinare un continuo pregiudizio alla vita lavorativa e affettiva del soggetto interessato, ma stiamo scherzando? Ma se uno è stato condannato per rapina io anche anni dopo lo devo sapere se quello che viene a chiedermi un lavoro è stato condannato per rapina oppure no, dopodiché prenderò le opportune informazioni, può darsi che mi dicano che questo signore è diventato un santo, quante volte è capitato che uno si converte, che qualcuno si pente, che qualcuno cambia vita, ma intanto lo devo sapere, non è che posso scoprire di avere assunto un rapinatore senza averlo saputo, mi sembra ovvio!
Qui sentite cosa dice questa tizia “si pensi al caso, di chi avendo patteggiato una pena al di sotto di 2 anni di reclusione e essendo decorsi i 5 anni che fanno scattare l’estinzione del reato – sapete che se uno patteggia una pena sotto i 2 anni, dopo 5 anni se non viene beccato altre volte, non se non fa altri reati, perché se fa altri reati e non viene beccato non cambia niente, se fa altri reati e se viene beccato allora l’estinzione del reato in 5 anni gliela tolgono quella per il precedente, se invece uno per 5 anni non viene preso, allora ha il diritto alla riabilitazione, ma questo non c’entra niente con il diritto dei cittadini a sapere cosa aveva patteggiato e perché e questa dice – avrebbe diritto a che non si sapesse più che aveva patteggiato, se aveva patteggiato meno di 2 anni, una modica quantità di patteggiamento per uso personale, come per le droghe, invece continua a essere assoggettato alla gogna mediatica nel tempo per la presenza su Internet di informazioni vere, relative al suo patteggiamento” quindi dice la Signora Lussana “ha il diritto di rifarsi una vita e a uscire definitivamente da Internet” perché mai? Dove è scritto che uno ha diritto a uscire definitivamente da Internet? Se la notizia è di interesse pubblico, la notizia deve continuare a circolare, purché sia vera, ha patteggiato, poi ha patteggiato lui, non è che qualcuno gli ha tirato in testa una tegola, è lui che ha patteggiato la pena, per quale motivo dovrebbe avere il diritto di uscire fuori da Internet, fa parte integrante della sua biografia, un patteggiamento che ha fatto lui con l’autorità giudiziaria, non voleva patteggiare? Non patteggi.
Lo stesso diritto all’oblio naturalmente vale per esempio per un soggetto che ormai dopo aver scontato la pena, risulti riabilitato ai sensi dell’articolo etc., etc. del Codice Penale, prima parlava dell’estinzione del reato, adesso parla dell’istituto della riabilitazione che può arrivare su richiesta dopo un certo numero di anni quando uno ha rigato diritto oppure non è stato più beccato a fare altre cose.
“Ma – sentite qua – ancora più evidente la contraddizione sarebbe nel caso in cui il condannato pur avendo beneficiato della non menzione della condanna del suo certificato del casellario giudiziale”, venga invece nominato con la vicenda che lo riguarda su Internet anche anni dopo, ma la non menzione riguarda la fedina penale, ci sono delle condanne per reati non gravi o per pene lievi che non vengono menzionate nel certificato penale, nel casellario giudiziale, benissimo, è un fatto tecnico che riguarda il processo, se poi la notizia che quello è stato condannato è di interesse pubblico, deve uscire sui giornali lo stesso e su Internet lo stesso e ci deve rimanere finché è di interesse pubblico, non si capisce per quale motivo non dovrebbe rimanerci.
Naturalmente la tipa dice che si tratta ovviamente di assicurare un delicato bilanciamento, quando si parla di bilanciamento preoccupatevi, mettetevi le mutande di ghisa e mettete mano alla pistola, perché quando parlano di bilanciamento, stanno introducendo dei criteri discrezionali per cui poi la bilancia dipende da chi la tiene in mano, c’è qualcuno che il bilanciamento lo vede un po’ più da questa parte, un po’ più da quell’altra e quindi entriamo in una discrezionalità per cui ogni volta che qualcuno scrive qualcosa di scomodo, viene denunciato e poi c’è un giudice che decide il bilanciamento e a seconda di com’è fatta la bilancia di quel giudice, tu che magari hai fatto semplicemente il tuo dovere di raccontare un fatto o di criticare una persona, finisci sotto il piatto di una bilancia perché magari era squilibrata nelle mani di quel giudice, quando non è chiaro quello che puoi fare o non puoi fare, a quel punto diventa la giungla e naturalmente qui sono i condannati che si rivalgono sull’informazione, non so se mi spiego!
Notizie in prescrizione
Parla bene la Lussana perché a questo punto parlando di bilanciamento dice: certo, bisogna garantire comunque il bilanciamento con il diritto all’informazione che deve essere assicurato anche a una certa distanza temporale, ma non dice quale, quando si tratti di fatti particolarmente gravi o di informazioni ritenute essenziali perché inerenti a persone che ricoprono o hanno rivestito importanti ruoli pubblici e se hanno ricoperto ruoli pubblici meno importanti? E chi lo decide quali sono quelli molto importanti? E’ tutto vago, tutto fatto apposta per mettere sotto scopa l’informazione in questo caso via Internet. Dopodiché dice: è bene però intervenire fissando alcuni limiti invalicabili, allora qui dopo aver parlato bene, razzola male perché il bilanciamento poi alla fine lascia il tempo che trova in quanto abbiamo i limiti invalicabili, allora comincia a spiegare che bisogna tutelare l’identità di chiunque abbia espiato la pena, al fine di non pregiudicarne il reinserimento sociale, Art. 1, diritto all’oblio e qui rispiega tutto il fatto che dopo un certo numero di anni, anche il condannato, l’arrestato, il patteggiato etc. hanno diritto a non essere più menzionati, poi nel comma 2 dell’Art. 1 si elencano le scadenze dopo le quali non si può più scrivere di una condanna, adesso poi quando arriviamo al testo della legge ve le dico, ma qui si sta parlando di gente che ha avuto un’archiviazione o un non luogo a procedere o un proscioglimento o una prescrizione, tutte notizie che noi non potremo più dare dopo un anno, al massimo dopo due anni, pensate uno che ha avuto una prescrizione con una sentenza che dice che era colpevole, ma l’ha fatta franca, perché il reato è estinto per prescrizione, noi dopo due anni non possiamo più dirlo, ma è una cosa folle ovviamente, secondo noi che facciamo informazione e dal vostro che avete diritto da averla, da parte di chi la fa franca per prescrizione, l’idea che dopo un anno o due, nessuno possa più dire che ha avuto una prescrizione è molto utile, perché? Perché non gli toccherà più neanche convincere la gente che prescrizione e assoluzione sono la stessa cosa, come gli tocca fare oggi (vedi Andreotti, Berlusconi, D’Alema).
Va in prescrizione la notizia sulla prescrizione dopo un anno o due anni, non so se mi spiego, quindi non dovranno più giustificarsi!
Dopodiché dice la Lussana all’Art. 2 si prevede addirittura le sanzioni, multe, per chi non ottempera all’ordine di rimozione dai motori di ricerca o di cancellazione dei dati delle immagini e delle informazioni dai siti web sorgente, infatti negli articoli successivi è normato il risarcimento del danno che Internet arrecherebbe a queste bravissime persone, bontà sua la Lussana dice: bisogna mantenere un qualche luogo dove tenere le notizie per finalità di ricerca storica, ma tutto ciò deve essere sottratto alla libera consultazione perché? Perché altrimenti ci finisce chiunque su questi siti, invece no, bisogna che ci vadano solo i ricercatori storici, quelli che fanno quei libroni così spessi che non compra nessuno, quindi nessuno legge.
Poi ritorna con queste notizie sull’oggettivo e rilevante interesse pubblico, che sono affidate al bilanciamento e nessuno sa mai, ogni volta che scrive, se un giudice poi riterrà che quello che lui sta scrivendo, oltre a essere vero, è anche di rilevante interesse pubblico.
Oblio, ma solo per il Parlamento
Il diritto all’oblio non vale, secondo la Lussana, per i condannati all’ergastolo, per genocidio, per terrorismo internazionale, o per strage, per quelli possiamo ancora raccontarla… perché? Perché in Parlamento ancora gente che abbia commesso genocidi, atti di terrorismo internazionale o strage non ne abbiamo e quindi stanno tranquilli da quel punto… hanno escluso i pochi reati che non sono rappresentati in Parlamento in questo momento e poi sempre in quella storia del bilanciamento dice: è chi ha esercitato cariche pubbliche anche elettive, abbiamo diritto a sapere le condanne che hanno avuto, ma solo in caso di condanna per reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, allorché sussista un meritevole interesse pubblico alla conoscenza dei fatti, si mettono dei limiti persino quando il funzionario pubblico ha commesso reati nell’esercizio delle sue funzioni, anche lì bisogna vedere se c’è o non c’è l’interesse pubblico, si apre cioè alla discrezionalità e qualcuno potrà essere condannato, addirittura a risarcire magari un dirigente pubblico che prendeva le mazzette o che abusava del suo potere per mettersi in tasca i soldi o cose di questo genere, perché? Perché bisogna sempre vedere quel famoso bilanciamento, non basta che la notizia sia vera, bisogna anche inserire altri rischi per chi fa informazione, in modo che siano tutti più prudenti e più intimoriti.
La cosa strepitosa è che se invece una figura pubblica commette un reato fuori dall’esercizio delle sue funzioni, non se ne può più parlare e indovinate un po’ Berlusconi per cosa viene processato? Berlusconi non viene processato, da anni ormai, quasi mai per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni, anzi per quelli, tipo i voli di Stato, tipo il caso della Saintjust con l’accusa di avere mobbizzato l’ex marito dell’annunciatrice con cui lui aveva una relazione, tipo il caso Saccà dove lui era accusato di avere fatto mercimonio di posti e di ruoli a RAI fiction per sistemare le sue ragazze con l’allora direttore di RAI fiction, l’inchiesta sulla compravendita dei senatori, con l’accusa di avere tentato di corromperne alcuni perché passassero dal centro-sinistra al centro-destra, tutte queste indagini che configuravano un abuso dei suoi poteri nell’esercizio delle sue funzioni, sono state già archiviate e quindi i processi che rimangono, il processo Mills, il processo sui diritti Mediaset, sono tutti processi che riguardano Berlusconi come privato cittadino, come privato imprenditore, non come pubblico funzionario o incaricato di pubblico servizio.
Sono i reati che sono coperti dal lodo Alfano, quelli estranei all’esercizio delle funzioni pubbliche, perché? Perché per l’esercizio delle funzioni di Premier il lodo Alfano non copre le 5 alte cariche dello Stato. Proprio per i reati che non sono commessi nell’esercizio delle funzioni pubbliche, c’è il diritto all’oblio e quindi i motori di ricerca, stando a quello che ci spiega la Lussana non potranno e neanche i siti, neanche i blog, più parlare dei processi e delle eventuali conclusioni delle indagini a carico di Berlusconi, dopo 3 anni dalla sentenza irrevocabile per la condanna per una contravvenzione, per un reato minore, dopo 5 anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è inferiore ai 5 anni di reclusione, quindi il 95% delle pene in Italia è inferiore a 5 anni.
Quindi praticamente dopo 5 anni dall’irrogazione di una pena inferiore ai 5 anni noi non potremo più leggere nulla non solo sui giornali, ma neanche su Internet e poi si va avanti con delle altre scadenze assolutamente più lunghe ma che riguardano reati di una gravità tale che non sono quelli comunemente commessi dalle classi dirigenti, non perché non siano gravi, ma perché di solito le pene con cui sono puniti sono molto basse.
Questo è quello che vi volevo dire, stiamo attenti perché dopo avere ingurgitato il bavaglio per le indagini in corso, ci toccherà ingoiare anche il bavaglio per quelle già fatte e così il paese passerà dall’anestesia locale all’anestesia totale eterna. Contro i bavagli ci troviamo l’8 luglio, mercoledì alle 21 all’Alpheus a Roma Ostiense, a questo punto vi devo dare la buona notizia, la buona notizia è che il nostro giornale “Il fatto quotidiano” che partirà a metà settembre, avrà da domani il suo sito che non è soltanto utilizzabile per abbonarsi, cosa che vi invito a fare anche perché dalla fine di questa settimana avremo anche la possibilità di abbonarci con la carta di credito tramite Internet quindi anzi neanche muoversi di casa, lo dico soprattutto a quei 40 mila che si sono prenotati per l’abbonamento, non basta prenotarsi perché adesso bisogna anche fare l’abbonamento con il versamento, non siamo certo noi che possiamo abbonarvi contro la vostra volontà, quindi dalla prenotazione bisogna passare all’abbonamento e se lo fate entro il 31 luglio c’è questo forte sconto di quasi il 50% sul prezzo del giornale.
Sul nostro sito antefatto.it da domani ci saranno anche le prime notizie e i primi commenti del Direttore Padellaro miei, ho lasciato anzi oggi “L’Unità” e quindi proseguirò proprio sul sito antefatto con la mia rubrica quotidiana che prima usciva su “L’Unità” con il titolo di Zorro e che adesso si chiamerà in un altro modo, vedrete domani come si chiamerà e avremo commenti e notizie che ci accompagneranno tutta l’estate e che daranno così un antipasto rispetto a quello che poi sarà il sito ufficiale on line che partirà anche esso a fine settembre e il giornale di carta che si chiamerà anch’esso “Il fatto quotidiano” è un’estate calda, non soltanto dal punto di vista meteorologico, ma soprattutto dal punto di vista politico e quindi pensiamo che sia giusto essere presenti subito con uno strumento quotidiano di dialogo, comunicazione e informazione nei confronti dei lettori, antefatto.it da domani e intanto abbonatevi, grazie e passate parola!”
Oggi cercheremo di parlare, cercherò di parlare, di questo scandalo del quale parlano tutti i giornali del mondo e alcuni giornali italiani. Non tutti, ma nessun telegiornale italiano se si escludono il piccolo Tg3, che peraltro potrebbe fare anche molto di più visto che è l’unico dei sei presenti sui nostri telecomandi, dovrebbe diventare il primo telegiornale italiano se sapesse sfruttare questa occasione, cosa che purtroppo non riuscì a fare durante il regime berlusconiano 2001 – 2006 e non riesce a fare oggi con dei piccoli balbettii. Comunque sicuramente meglio degli altri anche perché gli altri non sono telegiornali, sono spazi pubblicitari al servizio del regime e poi naturalmente escludiamo pure il notiziario di Sky che però è visto da pochi intimi, amatori, appassionati e cultori del genere. Stendiamo un velo pietoso su La 7 che è un altro soggetto che potrebbe spaccare il culo ai passeri, invece vediamo come lo hanno ridotto e come lo tengono ridotto. Adesso si parla dell’arrivo di Mentana, nel qual caso diventerebbe un qualcosa di professionale, quindi al momento tenderei a escludere che si possa aprire una finestra in quel canale. In ogni caso quello che stiamo vedendo, anzi quello che non stiamo vedendo in televisione in questi giornali, ha molte somiglianze a parte i morti naturalmente con quello che sta avvenendo in Iran. Ci stiamo avvicinando a modelli iraniani, russi, libici per quanto riguarda la libertà di informazione, anche se qua, non c’è la violenza fisica e quindi c’è non tanto una costrizione da parte del regime nei confronti dei giornalisti, ma c’è piuttosto una corsa dei giornalisti a servire e a leccare il culo, anche al di là delle richieste. Vi basti pensare che per sapere quello che pretende il regime dall’informazione televisiva, bisogna vedere il Tg5 perché è il telegiornale più diffuso di quelli di proprietà del Presidente del Consiglio. Il Tg5 è persino meno peggio del Tg1 di Minzolini proprio perché i servi esterni alla cerchia dei dipendenti, sono sempre un po’ più zelanti dei dipendenti in quanto non sapendo bene quali sono i limiti tracciati con il filo spinato dal padrone del vapore, si fermano molto prima del filo spinato mentre il servo dipendente arriva almeno fino al filo spinato. Questo scandalo a qualcuno potrà far sbadigliare, l’abbiamo già detto, a qualcun altro potrà far dire quello che io stesso ho scritto l’altro giorno, che è abbastanza triste che un paese cominci piano, piano a revocare i consensi al Capo del Governo, Silvio Berlusconi per una vicenda di prostitute e donnine allegre che è una vicenda gravissima, sarebbe una vicenda gravissima e basterebbe, avanzerebbe in qualunque altra democrazia per far dimettere il capo del governo. Anzi in qualunque paese del mondo il Presidente del Consiglio si sarebbe già dimesso, l’opposizione si sarebbe già unita con una mozione di sfiducia, a questa mozione di sfiducia avrebbero aderito gran parte dei parlamentari del suo partito, anche perché la stampa e l’opinione pubblica incessantemente avrebbero chiesto, preteso e alla fine ottenuto questo gesto di minima decenza. Noi non abbiamo in Parlamento dei parlamentari, abbiamo degli yes man, dei dipendenti, in gran parte soprattutto nel centro-destra delle persone che sono lì solo perché le ha volute il capo, che non sarebbero lì mai se le elezioni fossero libere con la preferenza e con un sistema elettorale decente. Quindi sono persone devote, scelte in base alla loro devozione, al loro servilismo, sono pronte a tutto pur di difendere il capo, perché difendendo il capo difendono sé stesse, quando verrà meno il capo verranno meno anche loro e dovranno probabilmente cercarsi un lavoro, il che è piuttosto complicato a una certa età quando non si sa fare assolutamente null’altro che leccare il culo. Quindi noi non abbiamo un’opinione pubblica, non abbiamo un’informazione libera, non abbiamo un Parlamento libero che controlla il governo e il suo capo e quindi questa trafila naturale di una democrazia, da noi non è pensabile, ma voglio dire: lo scandalo “puttanopoli” è un caso grave per un paese con standard etici normali, da noi se si pensa a cosa ha combinato Berlusconi nella sua vita, verrebbe quasi da dire: beh, c’è molto di peggio!
Una storia di bordelli
E’ vero che Al Capone negli Stati Uniti aveva fatto molto di peggio che frodare il fisco nelle dichiarazioni dei redditi, comunque lo presero per le dichiarazioni dei redditi, lì l’evasione fiscale è punita molto severamente, si beccò una ventina di anni di galera e tanto bastò per levarlo di mezzo, ma non era il Presidente del Consiglio, non era neanche in politica anche se ne influenzava una parte. Noi abbiamo un signore che dopo avere avuto rapporti con mafiosi, dopo avere guidato aziende di sua proprietà che accumulavano montagne di fondi neri, dopo avere corrotto politici, o meglio, finanziato illegalmente politici che poi gli facevano leggi su misura, a cominciare da Craxi, dopo avere violato regole contabili e poi essersi salvato dai processi depenalizzando il falso in bilancio, dopo avere incamerato la più grande casa editrice italiana, la Mondadori in seguito a una sentenza comprata dal suo Avvocato, con soldi della sua azienda, dopo avere mandato in giro un signore come Dell’Utri che reclutava mafiosi travestiti da stallieri e poi a sua volta faceva fondi neri e se li metteva in tasca, dopo avere promosso in Parlamento personaggi delle sue aziende che corrompevano la Guardia di Finanza perché chiudesse un occhio, anzi due sulle contabilità parallele del gruppo, dopo avere corrotto, così ci dice il Tribunale di Milano l’Avvocato Mills in cambio di una falsa testimonianza che coprisse tutto quello che aveva fatto prima, dopo avere fatto lui stesso, Berlusconi una falsa testimonianza nel 1990 davanti ai giudici di Venezia, reato che poi è stato cancellato dall’amnistia, dopo avere fatto tutte queste cose, uno dirà: possibile che scivoli su una questione di sesso a pagamento. L’ho scritto l’altro giorno, si parla tanto di 25 luglio, il 25 luglio del 1943 quando il Gran Consiglio del fascismo depose Mussolini e il Re lo arrestò, c’era un clima drammatico, eravamo in guerra, eravamo anche un paese più serio, ogni epoca e ogni paese ha il 25 luglio che si merita, quindi oggi un paese ridotto a un bordello da Berlusconi, finisce per una storia di bordelli e del resto il personaggio non ha niente della tragicità di un Mussolini o di un altro dittatore, siamo in un film di Alvaro Vitali, in una storia di Pierino, una storia di Pierino che però non va sottovalutata, sembra meno grave soltanto perché il personaggio ne ha combinate ben di peggio, quindi meriterebbe di andarsene via a causa dei rapporti con mafiosi, delle corruzioni, dei falsi in bilancio, dei conflitti di interessi, del monopolio dell’informazione che ha trasformato questo paese da così a così, in quella robaccia che vediamo oggi. Ma che come in assoluto è un caso molto grave e non perché qualcuno debba ficcare il naso sotto le lenzuola del Presidente del Consiglio, stiamo attenti a non farci prendere in giro dalla propaganda di chi continua a definire queste vicende gossip o fatti suoi o vita privata, ciascuno è libero di andare a letto con chi gli pare, si dirà: ma ha tradito la moglie, chi se ne importa, ciascuno è libero di tradire la moglie, sono fatti tra lui e sua moglie, non è questo che ci interessa! A parte il fatto che soltanto un anno fa il Presidente del Consiglio chiedeva a un Vescovo in Sardegna una deroga per avere la Santa Comunione anche se divorziato e quindi anche questo fatto dovrebbe diventare un fatto pubblico, visto che lui portava in pubblico la sua vicenda privata, ma lasciamo perdere, lasciamo perdere anche il family day, ne abbiamo già parlato, uno è libero di fare quello che vuole a casa sua, di essere il più grande dongiovanni, il più grande libertino, puttaniere, l’importante è che non organizzi family day, questo mi sembra evidente e forse bisognerebbe chiedere scusa a Sabina Guzzanti e a Beppe Grillo, i quali insieme peraltro a Paolo Guzzanti avevano sempre evocato il fattore P, puttane nella politica berlusconiana e erano stati additati come dei demolitori delle istituzioni, nemici della bandiera, ma lasciamo perdere queste vicende, questa storia e questo scandalo sono gravi per 3, 4 ragioni molto diverse da chi abbia utilizzato per ultimo le prostitute per usare una leggiadra definizione dell’Avvocato Ghedini, il quale preoccupato di dimostrare che il suo cliente non ha commesso reati o se li ha commessi non ha lasciato tracce, ci ha subito fatto sapere che anche nell’ipotesi in cui la ragazza fosse una prostituta e fosse entrata a Palazzo Chigi e fosse entrata nella camera da letto del Premier e avesse consumato, dato che a pagarla non è stato il Premier, ma è stato un amico del Premier , questo imprenditore di protesi che si chiama Tarantini e che viene da Bari e che è un vicino di Villa in Sardegna di Berlusconi, bene allora Berlusconi può dimostrare di essere stato ignaro di tutto, visto che lui era soltanto l’utilizzatore finale della merce, perché questi signori trattano le donne come se fossero pacchi postali, casse di latte, di birra, utilizzatore finale!
Il problema degli utilizzatori precedenti
Il problema sono gli utilizzatori precedenti, questo è il vero problema che fa di questa vicenda una vicenda politica, uno scandalo di Stato e una vicenda pubblica che deve interessare tutti i cittadini, perché tutti i cittadini sono coinvolti. Il primo aspetto quindi non è se Berlusconi può o non può consumare rapporti sessuali, su questo si è aperta un’elegante discussione su Libero quando Vittorio Feltri ci ha fatto una lezioncina sulla prostata, anche perché dice di parlare per esperienza personale, non so, ci fidiamo! Qui il problema si chiama: a) ricatti; b) bugie; c) liste elettorali, infatti da qua vorrei partire, proprio da come era iniziata tutta questa storia che è passata dalle veline al divorzio con Veronica, dal divorzio con Veronica al caso di Noemi, dal caso di Noemi alle feste in Sardegna con il fotografo appostato fuori, dalle feste in Sardegna a questo giro di prostitute che pare frequentassero sia Palazzo Grazioli che è un edificio di Stato, anche se è la casa privata di Berlusconi è il rango di edificio di Stato, lì si svolgono attività pubbliche, politiche interne e internazionali e le altre ville. Tutto era cominciato proprio su una vicenda pubblica, le veline in lista, si pensava fossero soltanto veline nelle liste elettorali e già la cosa fece un certo scandalo quando si scoprì che le liste elettorali del Popolo della Libertà erano piene di show girl vere o presunte perché poi la gran parte sono delle incapaci totali che frequentano i giri giusti e quindi vengono poi sistemate a fare delle particine perché non sono in grado neanche di recitare, cantare, non sanno fare nulla! Ora si scopre che nelle liste elettorali, per esempio delle comunali di Bari, c’era almeno una nota escort, signora a pagamento, che è quella che si è introdotta a Palazzo Grazioli, armata di un telefonino e di uno strumento per registrare le conversazioni, quindi ha girato le immagini del suo rapporto del Presidente del Consiglio in audio ci sono dei video, pare ci sia addirittura la foto di Veronica sul comodino e nessuno si è accorto di niente, la famosa security già perforata da 3 anni da un fotografo che si apposta su un’altura e scatta 7 mila fotografie al Presidente del Consiglio e alle sue accompagnatrici, allo stesso modo viene violata da una escort qualsiasi che viene fatta entrare del Presidente del Consiglio nella sua camera, senza che nessuno la controlli, come nessuno controlla gli ingressi di Palazzo Grazioli quando c’è l’utilizzatore iniziale, Tarantini che porta le ragazze all’utilizzatore finale il nostro Presidente del Consiglio. Ci sono problemi di sicurezza, di decoro, di ricattabilità, se fai venire la tua amante, le tue due, tre, quattro non so quanti siano, i capi di stato, di governo possono fare quello che vogliono come tutti gli altri, se le mogli non li scoprono, ma quando le fai venire 10/20/30/50 avete visto questi ponti aerei, sembrano sbarchi in Normandia, le portano a stock, di 20, 30 alla volta, una volta a Palazzo Grazioli, una volta in Sardegna, come fai a controllare chi entra? Come fai a sapere esattamente la biografia di ciascuna? Come fai a sapere che uso faranno delle foto scattate con il cellulare una volta uscite di lì? Come fai a sapere quello che racconteranno? Perché qui non è più importante sapere se racconteranno la verità o mentiranno, perché sia che dicano la verità, sia che mentano, il Presidente del Consiglio diventa un loro ostaggio ricattabile, ricattabile da loro, da tutti gli amici che vedono questo materiale, materiale che può entrare in possesso della criminalità, che può entrare in possesso di servizi segreti stranieri, sembra incredibile lo so che vedendo Berlusconi uno si mette a ridere, ma questo signore ha i codici di sicurezza per l’uso delle armi di difesa, armi anche nucleari da parte di un paese come l’Italia che è membro della Nato che è armato nuclearmente. Poi immaginate quante centinaia, se non migliaia di persone tra quelle che entrano, quelle che le portano, quelle che ci parlano, quelle che le frequentano e quelle che possono avere eventualmente questi scatti o queste informazioni o queste registrazioni, sono in grado di ricattare il nostro Presidente del Consiglio e noi abbiamo avuto negli ultimi mesi molti casi nei quali il Presidente del Consiglio ci è sembrato assolutamente vulnerabile, ricattabile e a volte anche ricattato, sicuramente ricattato, pensate soltanto alle telefonate tra Berlusconi e Saccà nelle telefonate tra Berlusconi e Saccà c’è Berlusconi che cerca di piazzare 5 ragazze, alcune delle quali ritroveremo nelle liste per le europee, prima che parli Veronica, che vengano tutte scandidate in un colpo solo tranne una, perché doveva piazzare queste ragazze? Perché doveva piazzare queste ragazze? Alcune perché erano le sue favorite, un’altra, Antonella dice Berlusconi a Saccà, questa me la devi sistemare di sicuro perché ha cominciato a parlare, cominciato a parlare per dire cosa? Non ci interessa vero o falso quello che dice, l’importante è che possa dire qualcosa essendo stata nei pressi del Presidente del Consiglio, me la devi sistemare perché sta cominciando a parlare e con chi sta parlando? Se parla con un giornale di gossip sono tutti o quasi di Berlusconi, quindi non esce niente, ma se parla con qualcuno che poi utilizza questa cosa per far fare al nostro capo del Governo qualcosa che non dovrebbe fare o che non farebbe mai se non fosse sotto ricatto e questo noi non lo possiamo mica sapere! Il fatto che si sappia che è circondato da questo harem, rende molto appetibili queste persone e molto soggette a essere contattate e magari pagate, visto che poi si fanno pagare, non soltanto per il sesso, per fornire informazioni, per andare e poi riferire e chi lo sa? Noi sappiamo che lui quando sta con loro, fa vedere i filmini delle sue visite con Bush , parla di politica, questo ci raccontano, parla di cose che si possono sapere o parlerà anche di cose che non si possono sapere, questi sono misteri! Pensate soltanto alla vicenda Saint Just una ne abbiamo già parlato, un’annunciatrice televisiva, una signorina buonasera sposata con un agente del Sisde, Armati si chiama, a un certo punto conosce lei Berlusconi, Berlusconi le fa la corte e scrivono i giudici nell’archiviazione del processo che vi dico tra un attimo, intreccia una relazione con il Presidente del Consiglio, fatti suoi, mazzi di fiori, un appartamentino a Campo dei Fiori, pranzi, Palazzo Grazioli etc., la ragazza mentre ha questa relazione con il Presidente del Consiglio, litiga con il marito per l’affidamento del figlioletto, minaccia il marito che se non cederà alle sue richieste lei lo farà rovinare da chi? Da Palazzo Chigi, com’è, come non è, dopo questa minaccia qualche mese dopo il marito viene degradato e spostato dal Sisd al dipartimento amministrazione penitenziaria, alla direzione delle carceri dove va a guadagnare circa la metà di quello che guadagnava prima un grado molto inferiore, allora cosa fa? Fa sapere che si rivolgerà ai giornali e farà scoppiare lo scandalo dicendo: il Presidente del Consiglio sta con la mia ex moglie, mi ha fatto degradare e denuncia per mobbing e per abuso d’ufficio etc., etc., alla fine la Procura di Roma come al solito fa archiviare tutto, nella motivazione il G.I.P. scrive che questa relazione c’era e c’era questo contesto inevitabilmente ricattatorio, il marito della Saint sapeva tutto della relazione della moglie con il Presidente del Consiglio e minacciava di usarla per ottenere quello che voleva lui e sarà un caso, ma dopo avere minacciato di rivelare tutto ai giornali nella campagna elettorale del 2006, quella vinta per un pelo da Prodi contro Berlusconi, la grande rimonta di Berlusconi che arrivò addirittura al pareggio, bene alla vigilia di quelle elezione il Signor Armati, già marito della Saint Just viene reintegrato ai servizi segreti, con una deliberazione della Presidente del Consiglio firmata da Gianni Letta e sapete quale autonomia ha Gianni Letta rispetto a Berlusconi, soprattutto sui servizi segreti. Vedete le situazioni ricattatorie, vedete che i governati siamo noi, l’utilizzatore finale è lui, ma gli utilizzati finali siamo tutti noi italiani! Alla fine dopo che ce l’ha messo in quel posto a noi non ci paga neanche, né lui, né l’utilizzatore iniziale, a noi ci usa gratis l’utilizzatore finale, in tutte queste vicende e ci fanno capire che questo Signore non solo è ricattabile in via teorica, ma poi ci sono già fatti di esperienza che ci indicano che è ricattato, ancora una volta se voi leggete bene quello che scrivono quei pochi giornali che ne parlano, italiani, all’estero tutti, vi rendete conto che la Signora Daddario, escort, uscita di lì con i mille Euro, al posto dei due mila inizialmente pattuiti, nonostante si fosse fermata a dormire, aveva chiesto e si era accontentata dei mille Euro perché aveva chiesto al Presidente del Consiglio un aiuto per una storia immobiliare in un terreno della sua famiglia, Berlusconi come al solito l’aveva promesso, è divertente vedere che c’è ancora qualche ingenuo in Italia che si fida delle promesse di Berlusconi, quindi questa signorina o signora si era fidata della promessa, promessa che come sempre non è stata mantenuta, quindi lei ha cominciato a dire: adesso mi vendico, adesso lo rovino, adesso mi faccio fotografare con lui durante la campagna elettorale a Bari e poi gliela faccio pagare! Questo è l’unico possibile complotto di cui questi signori parlano, non c’è nessun complotto, se intendiamo per complotto un’entità straniera o italiana, poteri forti, cazzate di questo genere, cosa c’è di più forte di Berlusconi in Italia? Ha tutto, la Confindustria ce l’ha ai suoi piedi, avete visto queste vallette della Marcegaglia e della Guidi che si fanno fotografare con lui come se fossero la Carfagna e la Brambilla, quelli sarebbero i poteri forti? Immaginate l’Avvocato Agnelli che si fa fotografare o Lucchini, quelli sì erano i poteri forti, questi sono dei poteri rasoterra, sono sempre lì con il cappello in mano che chiedono soldi, figuratevi i poteri forti, ma dove? Ma quando? Potere forte è Berlusconi, ovviamente! Il complotto, gli unici complotti possibili sono quelli di persone anche umilissime come la escort, pensate la famiglia Letizia, genitori di Noemi che un giorno chiamano Berlusconi e gli dicono: adesso vieni a Casoria nel posto più infame che ci sia in quella zona, ti fai fotografare con tutti noi, compresi i cuochi, rendiamo pubblica la nostra amicizia, perché tu hai avuto in casa tua nostra figlia, questi sono i complotti, sono autocomplotti da parte di Berlusconi che essendo uscito completamente fuori controllo, ha messo sé stesso e il paese che rappresenta in condizioni di vulnerabilità spaventosa, è quello che diceva sua moglie, due frasi la moglie ha detto nel momento in cui annunciava il divorzio, tutto quello che è successo dopo è perfettamente in linea con quello che ha detto la donna che lo conosce da 29 anni e che gli è sposata da 19, sta poco bene, frequenta le minorenni, e anche le maggiorenni, come abbiamo visto. Questi sono gli aspetti drammatici, aspetti drammatici aggravati da un altro aspetto pubblico, che è la selezione della classe dirigente del partito di maggioranza relativa, Popolo delle Libertà, milioni di elettori che meriterebbero qualcosa di meglio, non è che solo perché uno è di centro-destra deve avere come alternativa quando va alle urne, votare un pregiudicato, votare una mignotta, è evidente che uno solo perché è di centro-destra non può essere punito così severamente, avrà diritto a qualcosa di normale anche lui, come quelli di centro-destra in Francia, in tutti gli altri paesi del mondo dove ci sono centro-destra assolutamente rispettabili come in Francia Sarcozy, in Germania la Merkel etc., etc.. Le liste elettorali, avete letto quello che dice Noemi, deciderà papy se farò televisione o farò politica alla Camera, avete visto che nelle liste per le europee c’erano le signorine che dovevano prima essere piazzate a Rai fiction, avete visto che nelle liste la Puglia è prima di tutto fondata questa lista da Raffaele Fitto, Ministro per le regioni, e capitanata da Antonio Matarrese, vecchio arnese del calcio più chiacchierato, e di suo nipote, era stata candidata la escort e era stata candidata anche la sua amica che l’accompagnò a Palazzo Grazioli, entrambe a sostegno del candidato del centro-destra al Comune di Bari *** a Brescia, come vengono fatte le liste? Sono queste le quote rosa? Le donne del centro-destra non hanno niente da dire? Gli va bene così? Questi sono i problemi pubblici che, completamente estranei dai gusti sessuali, dalle abitudini sessuali di questo anziano signore che tenta disperatamente di spacciarsi ancora per un dongiovanni, mentre dovrebbe probabilmente rassegnarsi alla pace dei sensi e si sarebbe risparmiato grandi danni, danni che probabilmente sono irreversibili perché non riuscirà più a rimettere in piedi la situazione.
Citizen Berlusconi
Non so come farà a uscirne da una situazione del genere, è vero che l’Italia digerisce tutto, è vero che con questi telegiornali che non fanno vedere nulla, c’è un 60/70% degli italiani che non vedono Internet, che non leggono i giornali e si formano un’opinione, dati del Censis, sono 2/3, soltanto guardando la televisione, chi guarda solo la televisione non sa nulla, non ha sentito parlare di nulla di tutto ciò che ci siamo detti, è ignaro, gli basterebbe fare un salto in Canada, in Australia, per sapere tutto, purtroppo vive in Italia e quindi di quello che succede nel suo paese non gli fanno vedere nulla, del resto nei prossimi giorni su Carren Tv, dal 22 giugno, viene trasmesso Citizen Berlusconi che è un documentario fatto su Berlusconi nel 2003/2004, nessuno in Italia l’ha mai potuto vedere, l’hanno visto in tutto il mondo, l’hanno premiato nei Festival del documentario di tutto il mondo, ma in Italia no, quindi noi viviamo ancora adesso dentro questo incubo, però è chiaro che è iniziata quella parabola discendente, ha ragione Fini però, il discredito che sta accompagnando la classe politica a causa di quest’uomo e di tutti i servi che lo circondano e non hanno la decenza di cacciarlo, non significa instabilità, perché? Perché questo signore ha 100 voti di maggioranza alla Camera, e chi li trova 100 parlamentari disposti a autoevirarsi, facendo cadere un governo che è la loro ultima occasione per restare lì? Quando cade Berlusconi, questa classe dirigente va a casa, quella di destra e anche quella di sinistra che sta lì soltanto perché dall’altra parte c’è lui, altrimenti non ci sarebbe un altro motivo al mondo perché qualcuno voti ancora questo partito democratico se non ci fosse dall’altra lo spauracchio del bau, bau, quindi capite che nel momento in cui crollasse lui, crolla tutto come nel 1992, allora prepariamoci a qualche soccorso rosso a Berlusconi, già D’Alema con quell’uscita incauta sulle scosse, anche se penso che non sapesse nulla dell’inchiesta di Bari perché i Magistrati di Bari sono estremamente seri, hanno avuto D’Alema come imputato prescritto per una tangente dell’impresario di cliniche Cavallari, quindi sicuramente non vanno da D’Alema a spifferargli le loro inchieste segrete, ma con quell’uscita incauta ha già regalato a Berlusconi la possibilità di gridare al complotto, mentre in realtà ha fatto tutto lui, Berlusconi, D’Alema non ha fatto niente. Adesso mi aspetto che quando i dalemiani si saranno ripresi in mano il partito democratico sottraendolo al povero Franceschini che, con tutti i suoi limiti un po’ ha arginato la frana nella quale il partito si era incamminato ai tempi di Veltroni, quando torneranno i dalemiani a prendersi in mano il partito, probabilmente salterà fuori qualcuno con un pizzino a dire: Patrizia era per me, Berlusconi non c’entra niente, l’abbiamo pagata per noi e poi è andata con lui. Perché sempre in questi 15 anni, ogni volta che Berlusconi è apparso zoppicante o febbricitante è intervenuto immediatamente qualcuno di quell’area lì del centro-sinistra a salvarlo con le bicamerali o con i vari dialoghi sulle riforme. Vi aggiorno e chiudo sul nostro giornale, siamo ormai oltre le 40 mila prenotazioni per gli abbonamenti, stanno cominciando a arrivare gli abbonamenti veri sul sito antefatto.it. Ci sono già le possibilità di fare i versamenti anche a rate per chi non lo può fare o non lo vuole fare tutto insieme con il conto corrente bancario e con il conto corrente postale, dalla prossima settimana contiamo di avere anche la soluzione più comoda che è quella della carta di credito. Quindi segnatevi o andate sul blog “voglioscendere.it” e trovate tutti i link, oppure andare direttamente su www.antefatto .it, passate parola!